martedì 29 luglio 2014

Un'ora con...Giulia Depentor di The Blooker

Giulia Depentor e il suo ukulele (foto tratta dal suo blog, The Blooker)


Succede che, ad affacciarti da una finestrella virtuale, ti si aprono davanti miglia e miglia di oceano, fino ad arrivare ad un continente sognato, desiderato ma non ancora visitato, se non col pensiero: la Nuova Zelanda.
Succede che i libri sono la cosa che ami più al mondo, e ti capita di incontrare (sempre affacciandosi dalla famosa finestrella) qualcuno che ci lavora ogni giorno, tra i libri, li scrive, i libri, e...li indossa anche, i libri.
Succede che, dopo una lunga giornata di pioggia, conosci via Skype una ragazza spontanea e simpatica, che si è appena svegliata dall'altra parte dell'oceano, in un continente di cui parla e racconta nel suo blog The Blooker.
Avrete già capito di chi parlo: dell'eclettica Giulia, effervescente come un flute di champagne, divoratrice di libri e giramondo, blogger e scrittrice, creatrice (insieme a Elena, grafica e ballerina di swing, Francesco, fotografo e "omino delle consegne",e Alessio, digital strategist) dell'ormai mitica Bookstee.
Ecco un po' di cose che Giulia mi ha raccontato.

Auckland and other stories
Giulia vive da circa un anno ad Auckland, insieme ad Alessio, al suo ukulele, a un pugno di libri (e un e-book reader). Ha un lavoro bellissimo, interamente adatto al suo personaggio: lavora in una bellissima libreria di edizioni rare e libri di seconda mano, con tanto di polvere, clienti eccentrici pieni di storie, fantasmi..e edizioni straordinariamente, strepitosamente belle. Potete leggere delle avventure di Giulia come libraia sul blog Zelda was a writer, dove Giulia cura la sezione "The Bookstore Chronicles". Giulia dice del suo lavoro "Lavorare in una libreria è terribilmente faticoso e solo ora mi rendo conto che è un mestiere per pochi. E io sono una di quelli. Respiro il profumo dei libri vissuti e segretamente mi commuovo di nuovo perché sono esattamente dove ho sempre desiderato di essere".
Prima di sbarcare in Nuova Zelanda, Giulia, originaria di San Donà del Piave, ha vissuto a Parigi, Barcellona e Berlino, mossa dalla curiosità di scoprire ed esplorare, dal desiderio di avvicinarsi all'altro, dalla sua sete di avventura. Le piacerebbe che le prossime peregrinazioni la portassero dalle parti degli Stati Uniti.
I suoi viaggi sono intrinsecamente legati alla sua scrittura: ha iniziato il suo secondo romanzo (che ha finito recentemente di scrivere) nel 2009 a Parigi, dove ne ha "incontrato" la protagonista: una ragazza che si sveglia sperduta, spaventata e senza memoria in un albergo nei pressi di Place des Vosges e....(e ci fermiamo qui: spoiler alert!). A Barcellona Giulia ha fatto tante altre scoperte, ma ha perso l'ispirazione per la sua storia, che ha fortunatamente ritrovato nel 2011 a Berlino, dove ha lavorato come giornalista free-lance, e ad Auckland, dove si è prefissa l'obiettivo di scrivere almeno un pagina al giorno ed è riuscita così a portare a termine la sua seconda impresa letteraria (brava, Giulia!)
Nel suo primo romanzo, Non vedo l'ora che venga domenica, Giulia si improvvisa giornalista d'assalto e indaga su uno scomodo fatto di cronaca nera, avvenuto proprio nella sua San Donà del Piave: la tragica storia di Mario Rorato (San Donà di Piave 1961-1970), bambino sandonatese avvicinato e circuito, durante una domenica all’oratorio Don Bosco da Antonio Pastres, un giovane di Marghera, che lo porta sulla golena del Piave (oggi parco fluviale) e gli toglie la vita.
Il pdf del romanzo di Giulia è disponibile qui.

Bookstee mon amour
Saranno ben pochi coloro che non hanno mai sentito parlare dell'ormai mitica Bookstee, la maglietta che permette di tenere letteralmente vicino al cuore libri preferiti, indossandoli con orgoglio, dichiarando al mondo intero il vostro amore per la lettura, la letteratura, i vostri autori preferiti.
Tutto nasce quando Giulia vive a Berlino e Elena, la mente grafica della faccenda, a Stoccolma. Giulia invia all'amica il suo "scaffale d'oro", i suoi libri del cuore, e Elena li riproduce su una maglietta, che regala a Giulia per il suo compleanno. Siamo nel 2013 e la Bookstee è nata, anche se i nostri quattro eroi (Giulia, Alessio, Elena e Francesco) si rendono conto ben presto delle difficoltà legate alla realizzazione, alla produzione, alla distribuzione, al copyright.
La distribuzione è ora centralizzata in Italia, dove Francesco spedisce in giro scaffali d'oro su cotone a lettori ansiosi. Il team Bookstee sta sviluppando nuove, bellissime magliette a tema (Beat Bookstee, Coast to coast bookstee, Horror bookstee, classici italiani, poeti maledetti, letteratura francese, Hipster Bookstee, futuristi italiani, Dalla Russia con amore, Dandy Tee, Born in the USA, Fantascienza, Distopie).
Confidenza dell'ultimo minuto: pare che, nonostante le lunghe liste d'attesa, il momento migliore per ordinare la Bookstee sia a fine settembre, ergo...affrettatevi, lettori!


foto credits Francesco Margaroli, del team Bookstee


Giulia con la sua Bookstee


Libri passati, presenti e futuri
L'ultimo libro che Giulia ha letto è stato La Romana di Alberto Moravia, che ha risvegliato in lei la nostalgia del vecchio continente, dell'Italia che alla fine tutti noi expat tanto amiamo, delle sere d'estate di biciclette e gelati.
Sul suo scaffale d'oro troneggiano:
- Il piacere, Gabriele D'Annunzio
- Cent'anni di solitudine, Gabriel Garcìa Márquez
- Il nome della rosa, Umberto Eco (la leggenda racconta che la nostra eroina, viaggiando in treno da San Donà a Padova, fosse talmente assorta nella lettura della scena dell'assassino nascosto nella biblioteca - labirinto da essersi spaventata quando uno sconosciuto ha avuto l'ardire di toccarla sulla spalla per chiederle di spostare lo zaino...)
- Il gattopardo, Tomasi di Lampedusa (felicemente riscoperto e rivalutato)
- Il diavolo in corpo, Raymond Radiguet
- Il giardino dei Finzi Contini, Giorgio Bassani
- Norwegian Wood, Murakami
- Il giovane Holden, J.D. Salinger
- La coscienza di Zeno, Italo Svevo
- Molto forte, incredibilmente vicino, Jonathan Safran Foer

Ai libri dello scaffale d'oro della sua Bookstee, Giulia aggiungerebbe:
- Il bar delle grandi speranze, J. R. Moehringer
- A sangue freddo, Truman Capote
- Festa mobile, Ernest Hemingway

Poesia e dintorni
La poesia preferita di Giulia resta X agosto di Pascoli, con tutti gli echi d'infanzia perduta che non mancano di commuoverla puntualmente, insieme a Verrà la morte e avrà i tuoi occhi del grande Pavese. Ama molto ee Cummings

Nel blogroll di Giulia...
- ...l'immancabile Camilla di Zelda was a writer, per la quale Giulia cura anche una rubrica, The Bookstore Chronicles;
- il blog di Paolo Cognetti, Capitano mio capitano;
- il blog della Paris Review, appuntamento fisso per ogni lit-nerd (ne ho parlato anche qui);
- Brain Pickings, bibbia di curiosità letterarie e scientifiche (qui altre informazioni in merito);
- The Italian Game, a cura di Ivan Carozzi;
- All the Saints you should know, che alimenta la parte un po' gotica di Giulia e la sua passione per i cimiteri.

Se Giulia fosse un personaggio..
..sarebbe Andrea Sperelli, il giovane dandy decadente de Il Piacere, con la sua ricerca del bello in ogni cosa e la sua fatica nell'amare, per davvero. So truly decadent.

Il mio scaffale d'oro è ancora in fase di costruzione (è così difficile scegliere....), ma spero le vacanze mi siano di consiglio....quali sono i vostri scaffali d'oro? E cosa aspettate a farli diventare una Bookstee?
Potete ordinarla qui.

Grazie a Giulia per la lunga chiacchierata, e a presto!

Bookstee inglese su Etsy

domenica 13 luglio 2014

Very inspiring Bloggers, e consigli per gli acquisti


 

Entro sempre in crisi quando mi viene chiesto di parlare di me, e la bambina timidissima che mi abita rischia sempre di prendere il sopravvento. Ma non posso non rispondere all'invito di Alessandra, patrocinatrice di cause felici e di libri belli, e ringraziarla per il The Very Inspiring Blogger Award.
Ecco le regole:
1. Ringraziare il/la blogger che vi ha nominato.
2. Elencare le regole e visualizzare il logo del premio.
3. Condividere 7 fatti su di voi.
4. Nominare 15 blogger e notificare loro la nomination.

Ordunque:

1) mi piacciono le canzoni malinconiche e sospiro per i testi di Leonard Cohen. Amo le storie tristi (e gli estimatori di Sad books make me happy sanno di cosa sto parlando). Rido per cose che non fanno ridere nessuno, e non rido quando tutti se lo aspettano. Il mio senso dello humor è differente...

2) Adoro l'Inglese, e uno dei miei più grandi desideri è svegliarmi e scoprire di avere un bellissimo accento British, limpido, pulito, posh.

3) Vivo all'estero da un paio d'anni, e mi va anche bene. Alcune mattine, però, mi sveglio con la nostalgia della mia terra rossa, dei profumi della cucina di casa, del pezzetto di cielo sulla mia stanza di bambina, delle mani nodose e buone di mia nonna.

4) Mi piacciono i numeri pari, le figure rotonde, tutte le sinestesie basate sul bianco. Conto le lettere delle parole, dei nomi e dei cognomi. Conto i passi e i secondi che passo in attesa. (Sono sempre stata bizzarra).

5) Non ho mai smesso di avere amici immaginari.

6) Invento storie molto spesso. Raramente le scrivo, per motivi vari. Ma i loro personaggi mi fanno compagnia, sempre.

7) Il mio posto felice è una biblioteca bellissima, in un'università bellissima, con le luci soffuse e una scalinata di legno. Dalla finestra vedo le foglie ruggine e oro di un autunno dorato, e le castagne a terra. Mi piace pensare che il posto che vedo dalla finestra sia il New England, e che un giorno mi sveglierò e sarò li, col naso su prime edizioni di una bellezza folgorante. Mi piace pensare che sia il mio posto nel mondo.

Ecco i 15 blog che consiglio:

1) Alessandra, una lettrice tra #libribelli e #libriribelli;

2) Manuela, e le sue parole senza rimedi;

3) Valentina, e le foto meravigliose del suo mondo capovolto;

4) Valentina Stella, e le sue storie che profumano di Torino e di Lisbona, e di bellezza rara;

5) Marta, musa straordinaria di sogni di letteratura americana;

6) Paolo Cognetti, capitano intrepido che naviga a vele spiegate verso l'isola che non c'è,

7) Vittoria, e le sue pillole di filosofia;

8) Mariangela Galatea, e le sue Didoni;

9) Amrita, e il suo mondo color pastello;

10) Sabrina, e i suoi elenchi fragolosi;

11) Francesca, i suoi tegamini, il suo DFW e i suoi unicorni;

12) Camilla, alias Zelda, piena di colori e di parole frizzanti, effervescenti;

13) Giulia, e i sogni di una libreria in Nuova Zelanda, popolata di Bookstee(s);

14) Silvia, e i suoi personaggi austeniani;

15) The Lizzies di Old friends and new fancies, per tutte le Janeite incallite.

Dato che siamo in tema di confidenze e suggerimenti, ecco qualche altro blog che non può mancare nel vostro blogroll:

1) Brain Pickings, a cura di Maria Popova, un'enciclopedia di curiosità letterarie, scientifiche ed artistiche. Stai hungry, stay foolish. Controindicazione: causa dipendenza, e acquisti massivi su Amazon.

2) Open Culture, che propone articoli, aneddoti e curiosità letterarie, musicali, scientifiche e non solo. Ottima anche la lista di corsi on-line gratuiti (ModPo della Penn Uni è davvero bellissimo), gli e-book gratuiti, l'archivio di film e video (sempre gratuiti). Un bellissimo progetto.

3) Il blog della Paris Review, che sicuramente ha bisogno di poche presentazioni (voglio dire, ha pubblicato racconti di Alice Munro e Zadie Smith...). Per leggere e sognare di letteratura.




4) Yummy books, incantevole progetto a cura di Cara Nicoletti, che cucina e allestisce piatti tratti da romanzi e racconti. Volete assaggiare il poulet à l'estragon di Anna Karenina, l'hamburger preferito di Hemingway, la torta al cocco dietro la cui ricetta Emily Dickinson ha scritto una poesia, il cheesburger di Franny&Zooey, le patate dolci e il pollo fritto di Via col vento? Niente paura: chiedete a Cara, che raccoglie desideri e suggerimenti e li trasforma in banchetti luculliani e belli da vedere.

A Goldfinch - inspired meal - Yummy Books

Lemon merengue pie for Sylvia Plath  -Yummy Books

 

5) Austenprose - a Jane Austen blog, per le ultime novità in termini di spin-off e sequel austeniani, per seguire il The Jane Austen Project, per curiosità e chicche da autentica Janeite.

E voi, avete blog interessanti da consigliarmi?


lunedì 30 giugno 2014

Pezzi di vetro

Non conosce paura l'uomo che salta
e vince sui vetri e spezza bottiglie e ride e sorride,
perchè ferirsi non è impossibile,
morire meno che mai e poi mai.

Insieme visitata è la notte che dicono ha due anime
e un letto e un tetto di capanna utile e dolce
come ombrello teso tra la terra e il cielo.
Lui ti offre la sua ultima carta,
il suo ultimo prezioso tentativo di stupire,
quando dice "È quattro giorni che ti amo,
ti prego, non andare via, non lasciarmi ferito".
E non hai capito ancora come mai,
mi hai lasciato in un minuto tutto quel che hai.
Però stai bene dove stai....però stai bene dove stai...
 
 
 
 
 
Quando era molto triste, o molto arrabbiata, o molto persa, o molto, molto lontana – infinitamente lontana - andava a buttare il vetro.

 
Niente di poetico in tutto ciò: raccoglieva bottiglie e vasetti vari e partiva alla volta del cassonetto della differenziata, solitamente di sera, solitamente in pigiama.

 
L'azione di suddividere i colori del vetro, di sollevare la bottiglia, di lanciarla nel cassonetto, di sentirla infrangersi aveva in sé qualcosa di rassicurante e catartico al tempo stesso. Ecco infrangersi in mille pezzi la bottiglia di Chablis della cena in cui si era bevuto qualche bicchiere di troppo, la bottiglia dello sciroppo al timo per la tosse avanzata dall'ultimo raffreddore, il vasetto di marmellata di fragole bio finita durante una puntata di House of Cards, quella sera in cui sarebbe stato meglio tacere, o forse poi sarebbe stato meglio parlarsi....














Ecco la bottiglia di latte, dopo quella notte insonne di un giugno straordinariamente freddo, dopo quella mattina in cui nemmeno un caffelatte bollente riusciva a regalare un po' di calore. Dopo quella mattina in cui era diventato chiaro che un po' del freddo di quel giugno straordinariamente freddo sarebbe rimasto, per sempre.
Un giugno fatto di piumoni, di collant 30 denari e di parka verde bottiglia (il vetro, ancora una volta), in cui il mare, il sole, il profumo del sale, la sabbia bianca calda tra le dita, le orecchiette delle pagine del libro bagnate da dita impazienti, tutto sembrava lontanissimo, quasi irraggiungibile, freddo fuori freddo dentro e pezzi di vetro dove fa più male, pezzi di vetro opachi, fondi di bottiglia, biglie scheggiate e bicchieri rotti.

 
Era il giugno della disillusione, era il giugno di quell'estate lungamente attesa che non voleva arrivare, era il giugno della rabbia e del perdono, del rancore e dell'oblio, delle bugie e delle mezze verità.

 
Era il giugno delle strade mai prese e dei giardini dai sentieri che si biforcano, il giugno delle insonnie e delle rinunce, il giugno degli errori e dei rumori, il giugno dei gelati troppo freddi e delle tazze di te' caldo.
 
Era il giugno delle lettere di motivazione e delle lettere di rifiuto, dei raffreddori e delle felpe, delle mani gelate e delle ambizioni spezzate.

 
Erano i giorni sbagliati di un mese sbagliato di una stagione sbagliata, il giugno dei raffreddori e dei crepacuori, il giugno degli incubi e degli errori. Il giugno dei rimorsi e dei timori. Giugno come sigillo ai primi sei mesi dell'anno, un semestre da archiviare, in attesa di un'estate più dolce, un frutto più maturo, da mordere coi denti, assaporare, il succo che scivola dagli angoli della bocca lungo il collo.


Giugno come un cassetto chiuso a chiave, una lezione dura da imparare, un boccone amaro da mandare giù. Giugno come un messaggio in bottiglia mai mandato.
 
 

 

Questo giugno autunnale si chiude oggi, con una folata di vento fresco a far cadere le foglie, con un ultimo acquazzone a smorzare gli ardori più resistenti. Si chiude insieme con una promessa e un avvertimento: una promessa, l'estate che sicuramente arriverà, con i colori prepotenti, impertinenti del cielo blu e della terra rossa - la mia terra; un avvertimento, a scapito di aspettative troppo alte, campanelli d'allarme messi a tacere, quel termometro del cuore al quale non si presta attenzione. Proprio mai. Cose che si dimenticano.

 

«A me è successo questo: non sono riuscito a fare finta di niente, non volevo, in fondo. Non potevo far altro che cercare di portarti con me, dal profondo, per egoismo quasi, per farmi stare bene. Anche se sapevo di non potere. Anche se era rischioso. Anche se tu non vuoi, anche se, infine, la tua felicità non dipende da me.
E non posso fare a meno di chiedertelo di nuovo. Solo per essere sicuro.
Verresti?».



Italo Calvino, “Prima che tu dica pronto”







domenica 22 giugno 2014

Un libro alla settimana (su Instagram e non solo)

What really knocks me out is a book that, when you're all done reading it, you wish the author that wrote it was a terrific friend of yours and you could call him up on the phone whenever you felt like it. That doesn't happen much, though.
JD Salinger, Catcher in the Rye
 
 





Sono ancora un'utente un po' impacciata dei social media.
Uso Facebook dal mio Erasmus a Londra, e intrattengo con esso una relazione di amore-odio.
Mi piace molto Twitter, ma anche lì ho sempre l'imbarazzo della prima persona: retwitto volentieri, twitto spesso citazioni e frasi che amo..raramente qualcosa di veramente mio.
Ho da poco cambiato il mio onnipresente avatar col libro di Lolita per una mia foto (in bianco e nero, un po' sfumata) e ancora mi dibatto nel dilemma senza tempo: meglio avere una propria foto come avatar, o un'immagine rappresentativa del sé, ma che al tempo stesso protegga e nasconda?
E arriviamo a Instagram. Mi piace, tanto. Seguo i profili delle università che avrei voluto frequentare, delle città che amo di più, Londra e Boston in testa. Inseguo sogni di Australia e Nuova Zelanda.
Seguo le mie blogger preferite (tra tutte, vi consiglio Mallarmeana di Parole senza rimedi, Alessandra di Una lettrice, Francesca di TegaminiCamilla di Zelda was a writer, Giulia di The Blooker, Valentina di Bellezza raraValentina di Travel upside down, Amrita di Audrey in Wonderland, Tamara Viola di Citazionisti avanguardisti, Marta di La McMusa).
Accarezzo con gli occhi e col cuore edizioni di libri bellissimi, chicche da Janeite, accessori che farebbero sospirare di desiderio qualsiasi lit-nerd (gli orecchini di Anna Karenina? la cover dell'I-phone di Pride and Prejudice? - ce l'ho! - il medaglione con la Ofelia di Millais? - ce l'ho! - taccuini di pelle ispirati alle tragedie shakesperiane? gioielli realizzati con pezzi ritagliati della dichiarazione d'amore di Darcy a Elisabeth?)
Avevo aperto il mio profilo Instagram con l'obiettivo principale di fotografare libri bellissimi. Come spesso capita, mi sono persa per strada, anche e soprattutto perché non ho spesso a portata di mano libri bellissimi, e sempre di più prediligo il mio fido Kindle pe le trasferte quotidiane e i viaggi.
Mi sono messa a fotografare altre cose che amo - prove teatrali, viaggi, mare, cielo, pezzi di carta, parole, il laghetto perfetto per l'Ofelia di Millais - e anche cose del tutto inutili, tipo la mia collezione di ballerine multicolori e collant stravaganti.
Ho deciso di tornare alle origini, e di pubblicare almeno una volta alla settimana un libro bellissimo. Che sia un'edizione bellissima, o che il contenuto sia bellissimo, o che ad esso sia legata un'emozione.
Sono una fedele frequentatrice di mercatini dell'usato e compro almeno un libro quando vado in una città per la prima volta. Posseggo sei edizioni di Orgoglio e Pregiudizio, tre di Anna Karenina, tre di Piccole Donne e svariate edizioni dei poeti che amo di più.
Il mio sogno è vivere dentro la Paris Review (si, proprio dentro, tipo dormire anche in redazione), vivere in un loft tutto bianco arredato da piramidi di libri e collezionare prime edizioni, partecipando alle aste e tutto il resto.
Questi sogni sono lontani galassie e anni luce, ma nel frattempo continuerò ad inseguire libri. Seguite queste mirabolanti, rocambolesche libresche con gli hashtag #unlibroallasettimana e #bookoftheweek. E, se vi va, contribuite e continuate a diffondere nella galassia virtuale foto deliranti di libri immensamente belli, immagini che portano con sé storie e notti insonni, parole e pomeriggi di sole e di mare, lacrime e l'erba verde del parco, sorrisi e le domeniche di cuscini e piumoni.