lunedì 30 dicembre 2013

Le lettere di Natale di J.R.R. Tolkien

Tutti i grandi sono stati bambini una volta. (Ma pochi di essi se ne ricordano).
Antoine de Saint-Exupéry
 
 

 
Lo so, sono in ritardo. A mia discolpa, quest'anno un mix tra il Grinch e il vecchio Scrooge si è impadronito di me, dopo un autunno lungo e difficile, rendendomi meno natalizia che mai. Ma i tre fantasmi sono sempre in agguato; ergo, avendo riscattato il Natale passato con la traduzione del bellissimo editoriale del New York Sun, Si Virginia, Babbo Natale esiste davveroanticipo il natale futuro, dato che quello presente me lo sono giocato, e condivido con voi la traduzione di una bellissima lettera di Tolkien ai suoi bambini, trovata sul geniale Open Culture.
J.R.R. Tolkien, oltre ad essere il grande scrittore che conosciamo nonché inventore di mondi magici, con tanto di mappe geografiche e lingue elfiche, oltre ad essere docente di studi anglosassoni presso l'università di Oxford, era anche un padre devoto ed affettuoso, che adorava i suoi figli.

Nel 1920, pochi anni dopo essere tornato a casa dopo la fine della prima guerra mondiale, Tolkien aveva dato inizio a una tradizione natalizia magica e speciale, durata ben ventitré anni. Dopo la nascita del suo primogenito - John - Tolkien aveva infatti iniziato a scrivere lettere ai suoi figli - quattro - fingendosi Babbo Natale. Tolkien, che era anche un abile illustratore, era solito corredare le letterine di deliziosi, incantevoli disegni.

Le lettere sono state raccolte in un volume intitolato Letters from Father Christmas.




Ogni Dicembre, quindi, i piccoli di casa Tolkien ricevevano una busta con un francobollo del Polo Nord, contenente una lettera fitta di una calligrafia arzigogolata, da ragno, arricchita dai disegni paterni, con la firma di Babbo Natale. Le lettere raccontavano storie bellissime sulla vita di Babbo Natale al Polo Nord: le sue scaramucce coi goblin, che vivevano in una caverna sotto la sua casa;  i tentativi di fuga delle renne, con relativa dispersione dei regali; i pasticci combinati dall'orso polare, che aveva cercato di scalare il Polo Nord ed era caduto sul tetto della casa di Babbo Natale, sfondandolo e finendo nel suo soggiorno.

Godetevi questa lettera del 1925 ed immergetevi nel mondo fantastico che un padre straordinario come Tolkien riusciva a creare per i suoi amatissimi figli, grazie alla sua vivacissima, irrefrenabile immaginazione. Un mondo magico, che profuma di cannella, cioccolata e buccia d'arancia, decorato dalle strisce bianche e rosse dei candy canes.


Cliff House
Top of the World
Near the North Pole
Xmas 1925
My dear boys,
I am dreadfully busy this year — it makes my hand more shaky than ever when I think of it — and not very rich. In fact, awful things have been happening, and some of the presents have got spoilt and I haven’t got the North Polar Bear to help me and I have had to move house just before Christmas, so you can imagine what a state everything is in, and you will see why I have a new address, and why I can only write one letter between you both. It all happened like this: one very windy day last November my hood blew off and went and stuck on the top of the North Pole.
I told him not to, but the N.P.Bear climbed up to the thin top to get it down — and he did. The pole broke in the middle and fell on the roof of my house, and the N.P.Bear fell through the hole it made into the dining room with my hood over his nose, and all the snow fell off the roof into the house and melted and put out all the fires and ran down into the cellars where I was collecting this year’s presents, and the N.P.Bear’s leg got broken. He is well again now, but I was so cross with him that he says he won’t try to help me again. I expect his temper is hurt, and will be mended by next Christmas. I send you a picture of the accident, and of my new house on the cliffs above the N.P. (with beautiful cellars in the cliffs). If John can’t read my old shaky writing (1925 years old) he must get his father to. When is Michael going to learn to read, and write his own letters to me? Lots of love to you both and Christopher, whose name is rather like mine.
That’s all. Goodbye.
Father Christmas
 
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Cliff House
In cima al mondo
Vicino al Polo Nord
 
Natale del 1925
Miei cari ragazzi
sono tremendamente occupato quest'anno - quando ci penso la mia mano trema ancora più del solito - e non molto ricco. In effetti, sono successe cose terribili, alcuni regali sono stati danneggiati, l'Orso polare non era qui ad aiutarmi e ho dovuto cambiare casa proprio prima di Natale, quindi potete immaginarvi la situazione, e capirete perché ho un nuovo indirizzo, e perché posso scrivere una sola lettera indirizzata a entrambi. E' successo questo: lo scorso Novembre, durante una giornata molto ventosa, il mio cappuccio è volato via ed è finito sulla cima del Polo Nord, dov'è rimasto incastrato.
Gli ho detto di non farlo, ma l'Orso Polare si è arrampicato su fino all'esile cima per riprenderlo - e ce l'ha fatta. Il Polo si è spezzato a metà ed è caduto sul tetto di casa mia, e l'Orso Polare è caduto giù per il buco fino al mio salotto, col mio cappuccio sul naso, e tutta la neve è caduta dal tetto nella casa e si è sciolta e ha spento tutti i fuochi ed è scesa fino alle cantine dove conservavo i regali per quest'anno, e l'Orso Polare si è rotto una gamba. Ora sta bene, ma mi sono così arrabbiato con lui che mi ha detto che non avrebbe più provato ad aiutarmi. E' davvero offeso, ma dovrebbe riprendersi entro il prossimo Natale. Vi mando un'immagine dell'incidente, e della mia nuova casa sulla colline sovrastanti il Polo Nord (con bellissimi scantinati nelle colline). Se John non può leggere la mia vecchia scrittura tremolante (vecchia di 1925 anni) si faccia aiutare da suo padre. Quando imparerà a leggere Michael, e a scrivermi lettere di suo pugno? Tutto il mio affetto a te e a Christopher, il cui nome è alquanto simile al mio.
Questo è tutto. Arrivederci.
 
Babbo Natale




 
 

 
 
 
 

2 commenti:

  1. Carissima,
    sul Natale ecco mio "commento", come al solito in poesia.

    Ballata di Natale
    (Dickens, come va?)

    Avevo comprato fogli azzurri
    per scrivere
    che cavolata il giorno
    è grigio
    inverno pieno

    messaggi al cellulare
    fra parcheggi e lavori solo per disabili
    e autobus che non passano mai
    quante voragini si aprono ogni giorno
    per le strade
    basta un po’ di pioggia
    che scivoli sulla nostra pelle

    auguri flash&spot
    la pubblicità controlla così bene
    i confini
    tutto l’anno

    ah dimenticavo
    è un giorno di festa
    è un giorno di Natale
    e Dickens di un po’ come va
    con i tuoi spettri
    i miei si divertono così tanto
    ridono così tanto

    quando scrivo _

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  2. che meraviglia, questa è una delle letture che mi riserverò per il prosismo natale...
    intanto cara Ophelinha, buon anno! :-)

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