lunedì 13 gennaio 2014

Bisogna prendere congedo dalla vita come Odisseo da Nausicaa - benedicendola, più che restandone innamorati (Nietzsche)



 
Caro 2014, così non va bene.

Sei iniziato davvero male, giocando tiri mancini, sferrando altri colpi che si vanno ad aggiungere a quelli del tuo degno compare, il 2013, che mi ha lasciato come eredità una riga profonda che solca il viso e mi fa sentire ancora piu' stanca, e avvilita.

 

Caro 2014, mi sto disamorando. Delle cose che mi circondano, del quotidiano, e di me stessa.

 

Mi sto disamorando dei miei sogni ad occhi aperti e occhi chiusi, perché tanto la realtà ci pensa sempre a sporcarli, a corromperli, a rovinarli. E allora, ne vale la pena? Sono fiori delicati, rari e inebrianti, che non possono fiorire in mezzo alla spazzatura.

 

Caro 2014, quest'anno per me si conclude un altro decennio, e si sta facendo sempre più tardi, eccetera eccetera. E io ho bisogno di innamorarmi di tutto, ho bisogno di sentirmi viva ogni giorno, ho bisogno di passioni vaste e sconfinate, di colori sgargianti, di parole semplici, leggiadre, leggere, che siano poco pretensiose ma aprano il cuore. Ho bisogno di vivere col cuore in gola.

 

 

C'e' una frese di Nietzsche che da giorni mi frulla nella testa, Bisogna prendere congedo dalla vita come Odisseo da Nausicaa - benedicendola, più che restandone innamorati.

 

Non so, caro 2014. Spero solo di essere in grado di prendere congedo dalla vita benedicendola per tutte le cose che mi ha regalato e restandone fedelmente, malinconicamente innamorata, non di liquidarla con un freddo cenno del capo, uno svolazzo di mani di cera, oppressa dal peso dei rimpianti e delle cose che non avrò fatto e delle cose che avrei voluto fare diversamente.

 

Caro 2014, voglio liberarmi di tutto questo grigiume che è come una seconda pelle, un profumo stantio, un sapore amaro di noia e rassegnazione.

 

Voglio fermarmi in mezzo alla strada a guardare incantata un tramonto o un bambino paffuto che ride e mi fa ciao. Voglio svegliarmi di notte perché ho interrotto la lettura in un punto interessantissimo e devo assolutamente riprenderla. Voglio fermarmi in ogni angolo a buttare giu' scarabocchi di pensieri. Voglio trovare il coraggio di raccontare le storie che mi abitano. Voglio bagnarmi di poesia.

 

Voglio trovare il coraggio di trovare il mio posto nel mondo, non continuare a nascondermi, con codarda rassegnazione.

 

Voglio trovare il coraggio di cambiare quelle cose che proprio non mi vanno giù e che si sono insediate sulla bocca dello stomaco, impedendomi di respirare.

 

Voglio tornare a casa, in Italia, senza averlo tanto pianificato, e trovare mia nonna al suo posto vicino al fuoco, che mi sorride e mi prepara i perperoni sotto la brace e mi racconta per l'ennesima volta la storia di come ha incontrato mio nonno, quella storia magica e bellissima che non cessa mai di incantarmi.

 

Soprattutto, voglio trovare il coraggio di essere me stessa.

 

Ti ho chiesto un segno, e finora mi hai solo depistato. E so bene che sono passati sono 13 giorni, ma cosa ci vuoi fare? E' l'entusiamo, la rabbia, la fretta della mia ultima ondata di giovinezza a parlare.

 

Allora sai cosa faccio, caro 2014? Esco da questo ufficio grigio e stantio e vado a comprarmi un vestito bellissimo e costoso in modo ridicolo e spropositato, che non posso assolutamente permettermi.

 

Sarò la ragazza col rossetto rosso più intenso che tu abbia mai visto e col vestito senza maniche, che beve champagne rigorosamente all'aperto, anche se qui a Greyville è tempo di montoni e vacche grasse.



PS: si, l'ombrelllo rosso fa parte del piano.

1 commento:

  1. Col tempo persino i Principi Azzurri diventano grigi, ma il tempo altro non è che una convenzione umana.
    L'abbiamo inventato noi per complicarci lievemente la vita.

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